Le istantanee stupende del Carnevale Argentino

Il progetto speciale di Premiata celebra folklore, tradizione e integrazione. E queste sono le foto in esclusiva per Marieclaire.it.

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Premiata Courtesy

L’aria è arsa, le rocce rubano i rosa dai dipinti di Matisse, le nuvole sono sparite da secoli, il cielo è uno sfondo silenzioso che urla al sole da attore protagonista. È ad una manciata di fiati dalle frontiere dell’Argentina Occidentale, lì dove le guglie delle ande fanno l’amore con le coste infuocate, che un micro villaggio della regione di Jujuy è la scenografia voluta da madre natura per racchiuderne l’archè dell’universo. Dove le bussole smettono di seguire il nord per scelta, dove l’unica connessione attiva è quella con la terra, dove i diavoli sono amanti gentili, compagni di danze che non conoscono la mezzanotte.

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Situata tra Tilcsara e Humahuaca, Uquía è il luogo del realismo magico di Premiata, brand italianissimo devoto alla fede del “essere ciò che si è, seguendo il proprio istinto”, che ha deciso di raccontare la sua collezione Primavera Estate 2019 e supportare uno degli eventi più straordinari della cultura argentina, permettendone lo svolgimento. Il Carnevale del Nord, che si terrà da fine febbraio fino al 5 marzo, è il punto (croce) d’incontro di storie, civiltà, gruppi etnici millenari che hanno convissuto fondendosi, nonostante tutto, gli uni negli altri.

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Nato dall’impasto socio-culturale dei costumi spagnoli e quelli indigeni, il rituale del Carnevale del Nord è la celebrazione che va oltre il concetto di festa pop-olare, e la solleva/sublima/santifica in un momento in grado di incarnare e scandire i ritmi di vita di ciascun abitante dei suoi antri misteriosi. Per questo, la maison fondata da Graziano Mazza, tra sneakers cocoon e sandali neon, sostiene le popolazioni che consentono la sopravvivenza del carnevale argentino, in nome della sua mission: raccontare di luoghi e genti che vivono in modo autentico la nostra Terra.

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I costumi a specchio dei diavoli carioca, gli specchi per tenere lontani gli spiriti maligni, gli spiriti dei carnevali passati che tornano a riconnetterci con la nostra fame di vita. Le maschere si muovono seguendo il volere di Bacco, le musiche percuotono il sangue che scorre dentro i corpi di chi testardo ritornerà il mattino seguente. Il Carnevale è l’epicentro della vita degli abitanti di Jujuy, che inizia con il dissotterramento del Pachamama, lo spirito della fertilità, e si conclude con il suo seppellimento. Quando tutti buttano via la propria maschera, recuperano le loro identità, riprendono le loro vite. Come se nulla fosse accaduto, come se tutto fosse accaduto, sotto il cielo stellato del solstizio d’inverno.

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