La moda è una scelta (di libertà): gli stilisti di domani ospiti a casaMC

Facoltà di scegliere, lontananza dagli stereotipi (compresi quelli di genere): il guardaroba del 2020, secondo Xhuliano Malaj e Manuel Capozzi, i giovani stilisti della NABA che hanno sfilato ad Alta Roma.

Una moda che non conosce limiti o tabù, che affronti con coraggio tematiche sociali, a volte anche scomode, fornendo a tutti un guardaroba che sappia parlare più di mille discorsi: sono consapevoli, come solo due ragazzi della Generazione Z potrebbero essere, Xhuljiano Malaj e Manuel Capozzi, gli studenti della NABA selezionati per sfilare ad Alta Roma e chiamati a raccontarsi alla decima casaMC in partnership con Airbnb Italia. Mentre alcuni tra i loro capi – selezionati dalla fashion director di Marie Claire, Ivana Spernicelli – vengono montati sui manichini dietro di noi, ci raccontano cosa vuol dire, oggi, sentirsi creativi. "I sogni, e la creatività, non bastano" spiega Malaj. "Sebbene mi ispiri fortemente al decostruzionismo degli Anni 90, Martin Margiela su tutti, e guardi con ammirazione a creativi contemporanei come Virgil Abloh, capaci di sublimare lo street style in una collezione di moda, oggi non si può non essere consapevoli delle problematiche ambientali".

A fargli eco, Manuel Capozzi: "ne si parla, ma fin quando non ti tocca direttamente, puoi indignarti quanto vuoi, ma nella tua vita quotidiana cambia poco. Ad un certo punto ho deciso di informarmi e ciò che ho scoperto mi ha lasciato senza parole: la moda è tra le aziende più inquinanti al mondo, si tratta di un assunto che deve cambiare". E, da perfetti rappresentanti della Gen Z, non sono interessati alle etichette, neanche a quelle di genere: i capi di Malaj sono chemisier in nuance neutrali con ispirazione army, o giacche sartoriali con tasche stacca e attacca riutilizzabili come pochette che sembrano legati più dal concetto di utility che da una netta distinzione dei generi. "La moda è libera, anzi meglio, facoltativa", spiega Manuel Capozzi. "Per la mia collezione presentata ad Alta Roma, ho voluto raccontare dell'invasività della tecnologia nelle nostre vite. Ho immaginato un vestito in due parti: se un pezzo è costituito da una giacca che ricordasse quelle della maternità, con un oblò sul ventre, l'altro, che si può indossare o meno, è un abito in maglia che, proprio sul ventre, raffigura un feto con un cellulare tra le mani. Sta a noi decidere quanto vogliamo essere contagiati dalla tecnologia". Il futuro, in fondo, può anche essere travolgente, ma la possibilità di scelta, quella di "cambiare canale", è ancora nelle nostre mani...

Si ringraziano per il supporto a #casaMC, i momenti food & bevarage e lifestyle: Airbnb Italia, Banco BPM, Bevande Futuriste, Millefiori Milano, Venchi e Zushi Milano.

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