Quanto è sicuro acquistare moda vintage online, adesso?

Sostenere le piccole attività locali, e farlo in sicurezza: domande e risposte su come, chi, quando e perché ai tempi del Covid-19.

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Vincenzo GrilloImaxtree

Comprare moda vintage online era già una tendenza in crescita, su questo non v'è dubbio. In questo preciso momento, sembra che questa attività sia però stata rivestita di un dovere morale, quasi etico, capace di stringere le maglie della propria comunità locale, o di quartiere: acquistare online beni di qualunque genere, alimentari, libri o anche vestiti, serve a sostenere i piccoli imprenditori che hanno dovuto chiudere temporaneamente le serrande dei loro negozi. Secondo i dati di Quantum Metric, già nella prima settimana di gennaio, gli acquisti online erano saliti del 43%, e del 26% era aumentata la spesa media, per singolo ordine. Ma quando si tratta di abbigliamento vintage, scoperto su Amazon, Depop, o Etsy? Oltre ad essere corretto, sarà anche sicuro in termini di salute, per chi acquista e per chi vende?

Una domanda che ha sviluppato I-D in un'intervista a Julia L. Marcus, professoressa all'Harvard Medical School ed esperta di malattie infettive. "Il rischio di contrarre il virus maneggiando gli abiti acquistati è vicino allo zero", ha spiegato "in quanto saranno passati sicuramente giorni, dall'ultima volta che qualcuno li ha toccati, per inserirli nel pacco, e anche se quel qualcuno fosse positivo al Covid-19, sappiamo per certo che, dopo tutto quel tempo, è altamente improbabile essere contagiati". Basta così, lavare il contenuto del pacco nella lavatrice con un detergente, una buona pratica che si dovrebbe adottare in realtà anche acquistando vestiti nuovi. Un discorso diverso, e più accorto, vale però per la confezione. "Il rischio di contagio rimane basso, ma certamente la confezione viene maneggiata fino a pochi istanti prima di essere consegnata: nella maggior parte dei casi si tratta di scatole in cartone e, in questo momento i CDC (centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) non raccomandano di disinfettare i pacchi, perché per quanto ne sappiamo è impossibile la trasmissione attraverso di essi. La cosa più importante è sicuramente, dopo aver maneggiato il pacco e il suo contenuto, lavarsi però le mani prima di toccarsi la faccia" sottolinea, evidenziando una pratica che ormai sta entrando nella nostra quotidianità e non ne uscirà, con tutta probabilità, con la fine della pandemia.

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"A patto che tutti nella catena di montaggio rispettino le norme di sicurezza, non trovo che sia rischioso per la salute acquistare vintage online", conclude Marcus. E come essere sicuri che sia effettivamente così? Per quanto sia un sollievo che chi vende su questi siti riesce a garantirsi comunque un introito in tempi nei quali mantenere il proprio lavoro sembra un'utopia, sono state adottate delle misure di sicurezza verificabili? Marie Petrovicka, Vice President International di Depop, ha a questo proposito rilasciato una dichiarazione al giornale. "Un requisito fondamentale in questo momento è che tutti i capi di seconda mano venduti sulla nostra piattaforma siano puliti e lavati secondo le istruzioni del produttore prima di essere messi in vendita, e abbiamo delle regole molto rigide che ci consentono di rimuovere l'account o eliminare dalla vendita chi non rispetta queste istruzioni. Abbiamo anche fornito sia a chi vende che a chi compra su Depop un vademecum dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle misure precauzionali e di sicurezza da utilizzare per ogni transazione". Parlando di negozi fisici, poi, ci sono quelli come Awoke Vintage, che ha 3 sedi a Brooklyn, che continua a vendere attraverso il proprio profilo Instagram, con le Stories, e il 100% dei ricavati va direttamente ai dipendenti che non possono fisicamente andare al lavoro durante il lockdown, permettendogli di avere un introito. "Tutti i pacchi vengono realizzati da noi, e poi affidati con le spedizioni all'UPS, e stiamo riscontrando un grande senso di solidarietà negli Stati Uniti: stiamo spedendo pacchi in alcuni Stati nei quali prima non eravamo mai arrivati".

E sarà forse questa, la solidarietà umana, a salvare moltissimi di questi negozi, facendoci sentire sereni, sicuri, e con gli armadi pieni.

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