Abiti da cerimonia, sogni digitali, come sarà la Haute Couture 2021?

Date, assenti (giustificati), debutti assoluti, come Kim Jones da Fendi, e ritorni molto attesi: cosa succede dal 25 gennaio, sugli schermi della couture digitale.

Le date sono già definite, la mancanza del pubblico ormai ufficializzata tramite comunicato: l'Haute Couture parigina attende la fine delle passerelle maschili, che le passeranno il testimone, per dare il calcio d'inizio. Gli eventi, previsti dal 25 al 28 gennaio, non potranno avere dei partecipanti, come da indicazione delle autorità di polizia parigine, decisione che la Fédération de la Haute Couture et de la Mode, aveva già comunicato alle maison, e ha ribadito in un comunicato stampa diramato all'Associated Press. «Confermiamo che non ci saranno eventi pubblici alla Fashion Week di Parigi, ma resta la possibilità, per i brand, di organizzare sfilate reali, trasmesse dal vivo, a condizione che i loro eventi si tengano a porte chiuse».

Condizioni che, forse, unite alla situazione internazionale, hanno portato alcune maison a decidere di saltare il turno e non presentare collezioni per la primavera esrtate 2021: è il caso di Elie Saab, che ha deciso di post-porre la presentazione della collezione, a seguito dell'aumento dei casi in Libano, dove il brand, lì fondato dall'omonimo stilista, ha ancora la sede del suo atelier. Il CEO Elie Saab jr, ha infatti rilasciato una dichiarazione a WWD nella quale afferma che «si attendono tempi migliori, nell'interesse di proteggere il nostro team, formato da più di 400 persone». Con un sistema sanitario vicino al collasso, e l'impossibilità per i suoi abitanti di uscire persino per la spesa, la decisione riflette la drammaticità della situazione. «La collezione di haute couture è pronta, ma c'è tutta la logistica legata ai servizi fotografici» ha spiegato il Ceo. «Ciò a cui stiamo assistendo nelle ultime settimane in Libano è un importante aumento dei casi, e una scarsità di posti letto e strumenti come i respiratori. La situazione è a un punto critico, quindi dobbiamo essere responsabili: abbiamo deciso di aspettare il momento giusto per scattarla e presentarla al pubblico». Una decisione sicuramente sofferta, che arriva anche in seguito a un anno non facile per il brand, che ha visto i suoi uffici danneggiati in maniera severa dall'esplosione a Beirut del 4 agosto scorso, avvenuta a causa della presenza di 2750 tonnellate di nitrato d'ammonio, confiscate nel 2014 dall'autorità portuale da una nave abbandonata, e depositate nel porto senza alcuna misura di sicurezza.

A decidere di non partecipare al calendario ufficiale c'è anche Givenchy, che dopo la nomina di Matthew Williams e la sua prima collezione (la primavera / estate 2021) presentata a ottobre, concentrerà i suoi impegni sul ready-to-wear, accantonando l'haute couture, che era stata ripresa da qualche stagione, con la direzione creativa di Clare Waight-Keller. E a rimandare a tempi migliori il suo debutto, infine, c'è anche Jean-Paul Gaultier, che dopo l'addio alle passerelle del prêt-à-porter, aveva programmato di dedicarsi solo alla couture, aiutato da Chitose Abe: l'evento, inizialmente situato nella giornata del 27 gennaio, è stato però spostato a luglio, per «celebrare questo giorno in tempi più sicuri e felici». La direttrice creativa di Sacai sarà quindi, la prossima estate, la prima designer a collaborare con il couturier, che, a ogni stagione, si farà affiancare da un diverso stilista, secondo quanto espresso un anno fa, quando Jean-Paul Gaultier aveva annunciato il suo (parziale) abbandono delle scene, con uno show spettacolare, che aveva riunito molte delle sue muse, da Amanda Lear a Dita Von Teese. Infine, tra gli assenti, c'è anche Balenciaga, che programmava da tempo di tornare al mondo degli abiti Haute Couture e che, costretto dalle condizioni attuali, ha dovuto rimandare per la seconda volta il suo debutto. Parlando di chi, invece, ci sarà, ad attrarre l'attenzione della stampa di settore e anche del pubblico – compreso chi non può permettersi un abito di haute couture – c'è Schiaparelli, che dopo aver messo indosso a Lady Gaga l'abito del giuramento di Joe Biden come 46esimo presidente degli Stati Uniti d'America – una gonna rossa in vaporosa seta e corpetto in cashmere con una maxi spilla a forma di colomba – è al centro delle attenzioni mediatiche. A firmare l'ensemble, il direttore creativo della maison, il texano Daniel Roseberry, che si è già dimostrato capace di poter riportare in vita l'immaginario surrealista di Elsa Schiaparelli. Tra i grandi habitué dell'evento, come ogni stagione tornano Dior e Valentino: il brand guidato da Pierpaolo Piccioli sarà presente all'interno del calendario parigino, ma con una sfilata che in realtà avrà come scenografia la Galleria Colonna a Roma, rinsaldando il legame con la città d'origine della maison. Inoltre, come annuncia il comunicato stampa, durante la sfilata-evento Code temporal, il direttore creativo "dialogherà" con Robert Del Naja, musicista e writer britannico, che ha al suo attivo non solo l'esperienza di successo nel trip hop, con la formazione dei Massive Attack, ma anche una fama di artista talmente riconosciuta da far nascere il sospetto che lui e Banksy siano la stessa persona.

Il debutto più atteso è di certo quello di Kim Jones, già direttore creativo del menswear di Dior, e ora alla sua prima prova con l'abbigliamento femminile con Fendi: anticipato da alcune immagini scattate da Paolo Roversi, lo show della couture si terrà a Parigi, al Palais Brongniart il 27 gennaio, e segnerà l'inizio di una nuova era, dopo gli anni di Karl Lagerfeld e le riuscite collezioni al femminile di Silvia Venturini Fendi, che rimarrà invece alla guida del menswear. Un ritorno nello stile informale che lo ha sempre contraddistinto, o almeno così sembra dall'account Instagram da poco nato, sarà quello di Alber Elbaz. L'ex direttore creativo di Lanvin, in carica fino al 2015, figura riconoscibilissima della moda negli anni Dieci e autore del revival del marchio, oggi di proprietà del gruppo cinese Fosun, ritorna nell'agone della couture con un nuovo brand, AZ Factory: ad aiutarlo nell'impresa, il conglomerato di Richemont (nel suo portfolio marchi di gioielleria come Buccellati e Cartier ma anche maison come Chloé e Alaïa). La presentazione della collezione sarà seguita da ‘The Az Factory World Tour’ e ‘The talk show with Alber Elbaz & friends’, appuntamenti trasmessi su Farfetch e Net-a-porter, partner distributivi esclusivi della masion oltre al canale e-commerce ufficiale. «Elbaz ha creato un approccio completamente nuovo per lanciare un brand durante un momento in cui il nostro settore si sta evolvendo e i consumatori sono alla ricerca di svago», ha spiegato al WWD, Sheena Sauvaire, chief marketing officer di Net-a-porter. Il sentimento dell'emisfero fashion, in merito al progetto, è riassunto in un unico commento, quello che Marc Jacobs ha lasciato sotto una foto del profilo instagram del brand con un entusiasta:"Cannot wait!"

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